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Cartocci Print – espazium

Cartocci Print – espazium
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«Cartocci Print»: l’ultima scultorea collezione di Paola Paronetto

Un mix sapiente di argilla e cellulosa è in grado di dare vita a oggetti inediti a metà strada tra sculture e complementi d’arredo. Si chiamano «Cartocci» e fanno parte dell’ultima collezione, ispirata alla natura, della ceramista italiana Paola Paronetto.


Paola Paronetto: una breve presentazione

Paola Paronetto, ceramista che vive e lavora nella campagna friulana, ha risposto per Espazium ad alcune domande circa la sua nuova collezione «Cartocci Print», presentata a gennaio in occasione dell’edizione 2015 della fiera Maison&Objet a Parigi. La Paronetto artista ceramista muove i primi passi a Gubbio, dove apprende le tecniche base di lavorazione dell’argilla. Continua poi la sua formazione frequentando corsi professionali a Deruta, Faenza, Firenze e Vicenza, tutti centri di antica tradizione ceramica, perfezionando così tecniche di lavorazione e capacità artistiche. Oggi Paola Paronetto affianca alla sua attività da ceramista anche quella di insegnante presso La meridiana, Scuola internazionale di ceramica di Certaldo, condividendo con i professionisti di domani quanto appreso nel corso della sua carriera.

La collezione «Cartocci Print»


Bottiglie, ciotole, vasi, vassoi sono solo alcuni degli oggetti-scultura che compongono la più recente collezione, nata nel laboratorio di Paola Paronetto alle porte di Pordenone. Molti degli oggetti si ispirano alla natura e, in particolare, alle forme di fiori come tulipani e anemoni. Nessuna forma rigorosa quindi, ma oggetti poeticamente sbilenchi in cui le imperfezioni del lavoro artigianale vengono esaltate per aumentarne la capacità espressiva.

Queste costruzioni di carta invitano l’osservatore all’esplorazione tattile: esse sono state infatti realizzate con la tecnica paper clay (di cui a breve si fornirà un approfondimento) e presentano una trama che è il risultato di una miscela di argilla, cellulosa e cartone riciclato. Le caratteristiche comuni a tutti gli oggetti che compongono la collezione sono la leggerezza e l’eterogeneità: la prima è data dalla tecnica scelta per la loro realizzazione, mentre la seconda dal procedimento di lavorazione e dalla fase di cottura. Abbiamo infatti scoperto che le dimensioni stesse degli oggetti variano in maniera naturale nel corso della loro realizzazione.

La tecnica del paper clay: lavorazione e punti di forza


La paper clay è una tecnica di lavorazione che consiste nell’aggiungere quantità variabili di fibre di cellulosa all’argilla, prima della fase di cottura. Nello specifico, l’impasto di argilla può prevedere proporzioni di carta che variano dal 10% al 30%. I vantaggi di questo interessante impasto ceramico sono notevoli e risiedono in primo luogo nell’elasticità che la carta conferisce all’argilla, caratteristica non rinvenibile in altre tipologie di impasti. Elasticità, peraltro, che consente al ceramista una maggiore libertà di espressione: la paper clay, secondo le parole della stessa Paronetto, «apre infinite possibilità tecnico-artistiche prima impensabili per la ceramica tradizionale».

In secondo luogo tale tecnica consente la realizzazione di oggetti leggeri ma allo stesso tempo resistenti. Si possono infatti creare manufatti con pareti sottilissime o, al contrario, molto spesse senza andare ad incidere in maniera considerevole sul peso di ognuno di essi. Ecco perché l’impiego di tale tecnica risulta ottimale anche in caso di grandi sculture. Ulteriori vantaggi sono inoltre rinvenibili nella veloce essiccazione senza rotture e, qualora ve ne fossero, nella loro veloce riparazione. Essa avviene infatti grazie alla semplice aggiunta di quantità fresche e morbide di impasto alle superfici già asciutte. Una volta presa conoscenza degli aspetti positivi, la domanda che ci si pone è quali siano invece gli svantaggi della paper clay. Nel corso dell’intervista la Paronetto ha indicato che l’impiego di tale tecnica può comportare una riduzione della resistenza degli oggetti, problematica che può tuttavia essere risolta aumentando la temperatura di cottura. Un accorgimento ulteriore, inoltre, è quello di aggiungere vetrificanti agli impasti in sede di cottura.

Variazioni alla tecnica paper clay nella collezione «Cartocci Print»


Per la realizzazione della suddetta collezione Paola Paronetto, oltre ad aggiungere cellulosa all’argilla, ha utilizzato anche cartone riciclato. Questo le ha consentito di ottenere oggetti dalla superficie irregolare, particolarmente attraente al tatto. Dopo la fase di prima cottura la ceramista ha seguito due sentieri al fine di differenziare le sue creazioni. Per alcune di esse ha steso a pennello dello smalto bianco satinato, passando poi alla fase di seconda cottura. Per altre invece ha utilizzato ingobbi vetrificati per la colorazione rimettendole poi in forno. Il sostantivo «print» contenuto nel nome della collezione è dato da una speciale stampa realizzata con ossidi ceramici che è stata applicata sugli oggetti crudi, e successivamente fissata in seconda cottura con cristalline opache. Per le creazioni che presentano parti colorate in oro e platino, infine, è stato steso a pennello uno smalto che ha richiesto un terzo fuoco.

Le peculiarità della collezione «Cartocci Print» e il suo carattere sperimentale definiscono anche il target specifico di riferimento. Le creazioni di Paola Paronetto sono rivolte a chi è in cerca di pezzi unici, dalla forte connotazione artigianale. Ogni oggetto realizzato coniuga bellezza estetica e usabilità (tutti i pezzi della collezione sono infatti resistenti all’acqua e lavabili) ed è il risultato di più di venti anni di esperienza e di una passione per la ceramica nata nel primo laboratorio a Palse di Porcia, in provincia di Pordenone.


The article was published on espazium.ch in February 2015. Espazium AG is the publishing company of the architecture and engineering magazines TEC21, Archi and Tracés. Its website, espazium.ch, is an interdisciplinary platform that promotes a debate around the building culture in Switzerland.

Ph: Marco Auber, courtesy of Paola Paronetto.

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