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Design: Elena Salmistraro

Per il primo post della nuova rubrica “deSIGN” mi sono (virtualmente) spostata a Milano e sono andata a conoscere Elena Salmistraro. Seguo i suoi lavori da un paio d’anni, quando su Hachette (oggi Hearst Home) ho visto una delle sue creazioni in carta: il coprivaso Origami. Salvare il suo sito tra i preferiti è stata questione di un attimo e parlarne ora che sta per presentare la sua nuova collezione al Salone internazionale del Mobile è un vero piacere.

 

Elena è fashion & product designer, creatrice di un marchio di moda e design che si chiama Alla’s e co-founder – assieme al marito – di Alko Studio. Sei le domande che ho preparato per l’intervista (più un piccolo bonus) a cui Elena ha risposto raccontandosi e raccontandovi cosa fa. Non mi dilungo oltre e lascio spazio all’intervista.

 

Dal Politecnico di Milano ad Alko Studio: raccontaci chi sei e cosa fai

Elena. Nasco a Milano il 25 febbraio 1983 e già da bambina amavo disegnare e giocare con i colori, quindi direi che il mio percorso di studi era quasi inevitabile. Prima ho frequentato scuole d’arte e poi design al Politecnico. Con gli anni la mia passione nel “creare oggetti con le mie mani” è maturata con me. Mi sono quindi accostata prima al mondo della cartapesta e poi a quello della ceramica. Ora sto considerando di approfondire il mondo del legno, vedremo…!

Nel 2009, con mio marito Angelo Stoli, abbiamo fondato lo studio di architettura e design Alko Studio; avevamo voglia di metterci in gioco, puntare su noi stessi. All’inizio magari ci sono meno soddisfazioni a livello economico, ma in realtà nulla vale quanto l’appagamento e il piacere di creare qualcosa di tuo, che ti rappresenta al 100% e soprattutto che trova riscontro positivo anche da parte di altre persone.

 

Un aspetto che ho molto apprezzato di te è la poliedricità. Dagli ECOmostri agli accessori in carta, passando per le T-shirt illustrate… c’è un fil rouge che collega tutti i tuoi lavori?

 

Elena. Il fil rouge sono io. Come dicevo amo creare, disegnare, progettare! Mi diverto a farlo e soprattutto non mi limito ad una particolare categoria. Odio le specializzazioni, dal mio punto di vista ci uniformano e ci rendono somiglianti agli automi concentrati a fare sempre la stessa attività, a ripetere sempre lo stesso gesto. Preferisco concentrarmi su progetti sempre differenti, per questo motivo passo dalla carta ai toys o dal fashion design alla ceramica con disinvoltura. E’ una sfida con me stessa e inoltre così non rischio di annoiarmi, anzi, esploro e scopro nuovi mondi.

Se potessi essere una delle tue creazioni quale sceglieresti?

Elena. Senza dubbio sarei la donnina dai grandi capelli (direi che è il mio alter ego). Il suo sguardo sprezzante in una società fatta di mostri mi rappresenta. “I don’t wanna be like you!!!” il suo motto [ndr]

Parliamo della tua nuova collezione “Equazioni per sognatori”. Raccontaci perché hai scelto questo titolo.

Elena. Gli oggetti che compongono “Equazioni per sognatori” (due sedie in legno e caraffe di ceramica colorata – [ndr]) hanno un unico filo conduttore: i numeri. Ogni prodotto è stato infatti creato giocando su una logica numerico-matematica astratta. Ho cercato di far dialogare due mondi generalmente dissimili e formalmente distanti, plasmando prodotti funzionali ma allo stesso tempo decorativi, capaci di rendere qualsivoglia ambiente intimo, informale e amabile grazie al morbido contatto tra arte e design. I numeri del mondo matematico, fatto di esattezza assoluta e razionalismo, si fondono con il “design artistico”, espressione estetica priva di un codice inequivocabile, dando vita a una combinazione di colori, forme e codici numerici, decifrabili anche da “intelligenze non matematiche”,sognatori appunto.

Legno e ceramica sono i materiali che hai scelto di utilizzare. C’è un motivo particolare?

Elena. La ceramica è il materiale che amo di più in assoluto. Oltre alla versatilità e le peculiarità tecniche che tutti conosciamo, mi piace perché mi consente di plasmare qualsiasi visione mi passi per la testa e con pochissimo sforzo renderla viva, appurarne i pregi e le lacune, andare immediatamente al di là dello schizzo o del modello virtuale in 3D. Il legno al contrario sto iniziando a scoprirlo adesso. Anche in questo caso le possibilità di impiego sono molteplici, inoltre mi stregano le sfumature e i profumi delle varie essenze. Sfortunatamente lavorarlo è parecchio complesso ed inevitabilmente ci si deve appoggiare a dei professionisti del settore. L’eco compatibilità di entrambi i materiali non è da ignorare e ritengo che attualmente chiunque intenda dedicarsi alla progettazione debba pensare a questo aspetto: se prima era un optional o un valore aggiunto, ora è un dovere a cui nessuno – se vuole realizzare un buon progetto – può sottrarsi.

Se dovessi descrivere la tua nuova collezione in tre hashtag quali utilizzeresti?

Elena. #design #numeri #poesia

Grazie Elena, è stato un piacere fare quattro chiacchiere con te. Ti faccio un grande in bocca al lupo per la settimana che ti attende e per gli eventi collegati alla presentazione della tua nuova collezione. Se volete rintracciare Elena sappiate che sarà alla Ventura Warehouse in Via Privata Oslavia, 8 a Milano dal 9 al 14 aprile 2013.

 

The interview has been published on The Design Pot mag in April 2013. Today Elena Salmistraro is one of the most known Italian designers and collaborates with important brands such as Bitossi, Bosa, Alessi, Apple, and Seletti.

Photos: courtesy of Elena Salmistraro

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